Opinionisti e professori

ottobre 31, 2006

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Bocciata anche dall’ultimo Rapporto dell’Ocse (l’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico), la nostra scuola costa troppo e rende poco, restando così in coda alla graduatoria europea.

– finanziamenti “alla scuola italiana” …corrisponde al 3,5% del nostro Prodotto interno lordo, contro il 3,8 della media europea.

(Giovanni Valentini)

– ridurre la spesa pubblica e assumere insegnanti bravi anziché «collocare» precari.

– l’assunzione di un esercito di precari, che rende inutile ciò che è stato fatto in questi anni dalle Università, con le scuole di specializzazione, al fine di formare insegnanti di qualità.

(Panebianco)

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Tutti professori e, opinionisti che..
per dirla con O.Wilde spiegano a noi quello che non hanno capito.

Alcune considerazioni

dati di preparazione aggregati dei quindicenni italiani danno, è vero, un basso livello di preparazione nei confronti del resto dei paesi OCSE, ma se disaggregati per il Veneto danno il 4° posto a poca distanza dai ragazzi Svedesi.

– Una peculiarità della scuola italiana, a differenza di molte scuole straniere, è l’inserimento di soggetti diversamente, spesso molto diversamente, abili nelle classi ordinarie. (necessita di insegnanti di sostegno…)

– Se è vero che oggi la maggiore fonte di competitività fra paesi è la formazione scolastica, mantenere uno stato di precariato e di instabilità della classe insegnante è un grave danno alla preparazione dei nostri ragazzi.

– Le ore di lezioni previste da noi, sono superiori a quelle dei restanti paesi OCSE.

L’equazione precario uguale impreparato o incompetente è offensiva e rivela ignoranza. Il precariato è costituito da migliaia di insegnanti che spesso risultati idonei a uno o più concorsi non hanno trovato un adeguato inserimento per scelte di politica scolastica.

– Quanto alla qualità della preparazione fornita dall’Università, una riflessione sarebbe auspicabile, mediante una valutazione obiettiva ed indipendente. L’autoreferenzialità è una delle caratteristiche proprie delle nostre Università.

– Quanto al giudizio di certi opinionisti, se la qualità e la competenza espressa in alcuni editoriali, si estende a tutte le opinioni espresse anche negli altri campi, c’è di che restare, a dir poco, perplessi!!!

Per chi ha voglia di leggere:

Dal gazzettino Martedì, 17 Ottobre 2006

immagine-024.jpgChioggia

Il tema del riassetto territoriale delle Ulss si ripresenta a scadenze ormai periodiche. Lo scopo di un intervento fin qui solo annunciato dalla Regione è di arrivare ad una differente ripartizione territoriale che innovi razionalizzando rispetto a quanto deciso nel 1995 e che consenta, soprattutto, economie di gestione. In proposito ci sono già anche prese di posizione.

Il Comune di Mirano, per esempio, ha preso in considerazione la possibile aggregazione con Chioggia, che dovrebbe restare “libera” una volta sacrificata l’Asl 14 che la vede attualmente insieme con Piove di Sacco ed altri Comuni della Saccisica, che verrebbero aggregati a Padova e con Cavarzere.

cimg0342-1.JPG“Mirano ci manda a dire a mezzo stampa che non ci vuole – osserva il sindaco Fortunato Guarnieri.- Noi – aggiunge – non siamo ancora in grado di definire preferenze. Per la nostra realtà sussistono ancora problemi, puntualmente ammessi dai massimi dirigenti regionali, dal governatore Galan ed anche dagli ultimi tre assessori alla Sanità, Braghetto, Gava e da Flavio Tosi, attualmente delegato a questo settore. Da loro è arrivata la certificazione che il nostro ospedale è “il peggiore del Veneto” come ha riconosciuto l’anno scorso l’assessore Tosi, perché soffriamo di un gap che non è stato finora colmato. Francamente, se le cose stanno così nonostante il Comune abbia messo sul piatto 8 milioni di euro per l’ospedale ed il territorio (nuova tac, risonanza magnetica, sede del distretto socio-sanitario ed adeguamenti alberghieri dell’ospedale), scelte che puntino al risparmio non possono che preoccuparci”.

Non si può non concordare con il sindaco di Chioggia chiedendo:

– una moratoria di alcuni anni, “almeno cinque” per un quadro completo della situazione e quindi scelte che riposino su “parametri oggettivi e non su interessi che solo eufemisticamente si possono definire politici”.

– Un adeguamento in relazione ai dati epidemiologici, che vengono citati solo nei convegni, ma di cui non si tiene incomprensibilmente alcun conto quando si tratta di decidere su:

organici

– dotazione strumentale,

– qualità dei servizi,

– mobilità (particolare da non trascurare al momento di decidere delle aggregazioni di servizi).

Nell’ottica, comunque di fusioni rese necessarie da razionalizzazione e razionamento dei servizi, nel caso di accorpamento con Venezia il più vicino presidio sarebbe Mestre, una decina di km più nel caso l’accorpamento fosse con Mirano. Occorre ricordare che le strutture presenti in questi presidi non sono complementari, ma spesso sono concorrenti a quelle di Chioggia.

Una volta tanto si vorrebbe che la scelta fosse dettata dagli interessi generali della Città, senza subalternità psicologiche nei confronti dei Veneziani,in una logica di grande ASL che risponda alle necessità dei bacini di utenza nella quale Chioggia graviterebbe con maggiori vantaggi nell’area Padovana per motivi di viabilità (dislocazione dei presidio del S’Antonio e del Policlinico), di complementarità con le strutture ad alta specializzazione che vi risiedono.

ea-gaiaposidongiga.jpgOggi il rischio è oscillare fra subalternità politico culturale a Venezia e velleità di autonomia (non consentita dai numeri) con il rischio concreto di portare l’assistenza sanitaria chioggiotta in un vicolo cieco e ad un destino di progressiva marginalità.

Sarebbe opportuno un serio dibattito fra le forze politiche sul destino sanitario di Chioggia e, non sarebbe male pensare ad un comitato che spinga per un vantaggioso accorpamento con Padova.

dal gazzettino:

….Un altro finanziamento di 2 milioni e 100mila euro si prevede di assegnare all’Asp per la realizzazione di condotte fognarie ed idriche nelle frazioni del Comune. Il programma elaborato dall’Asp, che prevede di rifare buona parte della condotta idrica (una delle emergenze è rappresentata dalla condotta che collega Ca’ Bianca e Valli) richiede risorse sicuramente maggiori. Il piano comunque consente la realizzazione degli interventi per stralci. …007.jpg

Insieme con gli interventi finanziati e i cui lavori saranno presto oggetto di gara d’appalto va messo anche quello per il restauro-recupero di Corte Salasco a Cavanella d’Adige, che dispone di un finanziamento di 2 milioni 733 mila euro. Già è pronta la determinazione che approva il progetto esecutivo e le modalità per la gara d’appalto….

Le priorità, nell’ottica di questa amministrazione, mi sembra che non vadano alla mancanza di rete idrica e fognaria delle frazioni con i conseguenti problemi di salute che si possono determinare, ma all’imponente, urgente, fondamentale struttura di interesse pubblico nazionale ed internazionale di Corte Salasco!!!!!!!!040103.gif

300503.gif (ANSA) – ROMA, 15 OTT :

Tuttoscuola: spariranno 50mila posti di insegnate
Secondo la rivista dimezzati i precari assunti, organico – 5%
.

Secondo Tuttoscuola nel 2007 saranno tolti dall’organico della scuola 43.200 posti e altri 6.800 negli anni successivi.
Si tratterebbe di una riduzione del 5%, ben piu’ di quanto nessuna Finanziaria in un solo esercizio abbia mai previsto in tanti anni.

Nella newsletter di domani, la rivista afferma che non potranno quindi esserci tutte le 150mila immissioni in ruolo nei prossimi 3 anni, per la mancanza di altrettanti posti vacanti: si arrivera’ a 75 mila assunzioni.091102.gif

Sdegnati siamo noi cittadini che nella trasmissione delle iene vediamo l’ignoranza dei nostri rappresentanti: (vedi pagina)

eternit.JPGCinquemila persone l’anno perdono la vita per colpa di questa fibra nociva.

A Chioggia la conduttura che porta l’acqua potabile alle frazioni di Ca’ Bianca, Valli e Piovini è in amianto cemento.

Qual’è il pericolo per le popolazioni?

Cosa fa l’amministrazione comunale per eliminare questo rischio?

A quando la sostituzione di questa vetusta condotta idrica?

Per un’adeguata protezione della salute dei cittadini è necessario:

controllare lo stato di conservazione di tutti i materiali contenenti amianto (pannelli, serbatoi domestici per l’acqua, condotte idriche in cemento amianto, ecc),

evitare interventi che si possono danneggiare liberando fibre nell’ambiente,

bonificare sistematicamente, con adeguata protezione degli operatori addetti, il cemento amianto con materiali sicuri.

Non solo a partire dai 75mila euro, ma le aliquote di tutte le fasce di reddito sono state riviste al rialzo. 11 milioni i contribuenti colpiti dagli aggravi: La chiamano “rimodulazione” delle aliquote.

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Anche questa volta la lotta all’evasione fiscale finisce qui………