Chioggia: una crisi di progettualità economico-sociale, una crisi di identità

novembre 25, 2006

«Investire a Chioggia? Meglio di no»

Chioggia c’è:

sen6.JPGUn convegno sulle opportunità di vita e di lavoro che offre la città organizzato da Renzo Varagnolo della Camera del lavoro

Il dato che emerge sulla città:

Venire a Chioggia per “vivere, lavorare ed investire?” La risposta è no.

  • “Manca una politica industriale di settore e dello sviluppo del territorio”.
  • Chi può pensare di investire in assenza di progetti di settore e, quello che più conta, di un progetto generale che fissi dei traguardi per i prossimi venti-trent’anni per la città?
  • “Oggi Chioggia non segna una crisi nel senso tradizionale del termine; a Chioggia c’è una crisi di progettualità economico-sociale, una crisi di identità”.

Che dire?

  • Una riflessione urge per tutta la classe dirigente.
  • I candidati sindaco su queste tematiche devono dare risposte.
  • I partiti, invece di discutere di candidature, organigrammi, lottizzazione di assessorati e poltrone di sottogoverno, indichino in che direzione vogliono andare a parare.

 

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3 Responses to “Chioggia: una crisi di progettualità economico-sociale, una crisi di identità”


  1. Se si vuol commentare un articolo, per il lettore è importante che ci sia la cosapevolezza che è un articolo di giornale, scritto da un giornalista il cui scopo è vendere il quotidiano.
    E’ vero che temi come “crisi di progettualità” “Economia” “Sociale” , “crisi di identità” sono temi di discussione interessantissimi, ma potrebbero essere luoghi comuni o interessate considerazioni di spregio alla nostra realtà, ancora beneamata. «Investire a Chioggia? Meglio di no». E chi lo dice? Un convegno sulle opportunità di vita e di lavoro che offre la città organizzato dalla CGIL di Chioggia? (oggi notizia che 5 sindacalisti della CGIL Veneto sono accusati di Terrorismo?) e allora meglio fare un convegno sul terrorismo che tanti fanno verso Chioggia.

    Il dato che emerge sulla città sono l’aumento di pendolari, la fuga in altri comuni delle giovani coppie, i prezzi delle case alle stelle, mancanza di zone artigianali..questa è la scoperta dell’acqua calda. Sono più di 15 anni che siamo in queste condizioni, ricordo 5 anni di giunta leghista e 10 di giunta comunista…e così ci siamo ridotti.
    Serve un manipolo di uomini che vogliono il cambiamento, e azioni che cambiano e fanno cambiare…. to be continued…

  2. bas/co Says:

    La fuga dei cervelli, la mancanza di infrastrutture, di occasioni di lavoro sono strettamente connessi. Oggi la maggior fonte di valore aggiunto è rappresentato dall’opera intellettuale. Nel nostro caso siamo in un circolo vizioso che depaupera la città. Infatti, se per lavorare a livello medio basso manifatturiero e più ancora intellettuale tecnologico sono costretto a viaggiare tutti i giorni intaso le strade e perdo ore di vita. Se questo deve durare una intera vita e le abitazioni da noi costano più che altrove per quanto innamorati di Chioggia prima o poi si va via. Le persone ad elevata competenza intellettuale e non costrette a lavorare altrove prima o poi emigrano definitivamente. Le uniche attività intellettuali presenti nella nostra zona sono la scuola e la sanità, che guarda caso hanno fornito, caro Beniamino, come hai fatto notare in un altro commento, anche la classe dirigente di questa città.
    Se esistesse una rete metropolitana efficiente con il resto della regione, che non costringesse a ore di viaggio giornaliero, anche senza occasioni di lavoro locali sarebbe possibile restare a Chioggia e come si sa, anche se l’intelligenza non è contagiosa la permanenza di intelligenze a livello locale potrebbe promuovere iniziative fonti di lavoro per tutti.
    Nel nostro caso il gatto si morde la coda e se non cominciamo da qualche punto a risolvere il problema non se ne viene fuori.
    Le infrastruttura che facciano uscire la città dalla marginalità e dall’isolamento sono prioritarie per salvaguardare un possibile futuro. Il manipolo di uomini deve essere in grado di fornire le strade su cui le intelligenze possano camminare….


  3. Carissimo dottore,
    scusa se rispondo solo ora, ma sono proprio daccordo con te, le infrastrutture e la viabilità, oggi come oggi, le strade e le autostrade, nel nostro territorio mancano. Manca anche una consapevolezza di isolamento strutturale che ci collega con il resto della provincia, con il resto della regione, nazione e comunità europea. Anche se l’isolamento è più complessivo e sofisticato: parlo di isolamento culturale, ma anche politico, non solo viario. Speriamo che con le elezioni, al di la dei risultati, qualcosa cambi…in meglio. Ciao!


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