image1993.pngdopo il convegno della CGIL organizzato da Renzo Varagnolo della Camera del lavoro che evidenziava:

  • una crisi di progettualità economico-sociale!
  • una crisi di identità!

Oggi possiamo aggiungere un altro dato sconfortante che riguarda il certificato declino demografico (unico comune della provincia a parte Venezia) che passa da 53.060 abitanti de 1994 a 52664 del 1997 a 50.888 del 2006. Una perdita di 2172 abitanti pari al 4.1 % della popolazione. E’ questo il bilancio di due amministrazioni (Todaro fino al ’98 e Guarnieri tuttora in carica).

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Il dato che emergente sulla città:

  • “è una mancata:

politica industriale di settore e dello sviluppo del territorio”.

Non ci sono stati investimenti in assenza di progetti di settore e, quello che più conta, di un progetto generale che fissi dei traguardi per i prossimi venti-trent’anni per la città.

“Oggi a Chioggia c’è una crisi di progettualità economico-sociale, una crisi di identità” e una conseguente marginalità politica che si ripercuote sulle dinamiche demografiche condannando la nostra citta ad una marginalità geografica, infrastrutturale, produttiva, culturale e sociale.
I candidati sindaco su queste tematiche devono dare risposte.
Che dire?

  • chiediamo a partiti, associazioni, liste civiche e quant’altro  indicazioni in che direzione vogliono andare, quale futuro per ridare identità e attrattiva al nostro territorio.
  • smettano di discutere solo di candidature, organigrammi, lottizzazione di assessorati e poltrone di sottogoverno.

Da parte nostra proponiamo alla città una riflessione urgete sulla classe dirigente.

  • chiediamo quindi ai candidati sindaci di indicare almeno 5 priorità e cinque prosposte strategiche per rivitalizzare la città.immagine-x125.jpg

Siamo disponibili a pubblicare su questo spazio dei brevi interventi sia in forma di documenti testo sia di podcasting.

per contattarci:

info@agoralab.org

 

patro1.gifLa introduzione della tassa fissa di 10 euro per ogni richiesta di esami è una iniziativa che muta radicalmente la politica governativa in ambito sanitario: non si tratta più di una compartecipazione alla spesa (dolorosa ma probabilmente inevitabile), ma di una vera e propria tassa sulla malattia o sulla prevenzione, visto che è applicata indiscriminatamente a chiunque effettui accertamenti diagnostici e non goda di esenzione.I burocrati della ULSS hanno amorevolmente spiegato ai cittadini che sta alla sensibilità del medico stilare la richiesta rossa, e fare pagare gli euro, oppure, se del caso, stilare la ricetta bianca e non farli pagare.

  • Occorrerebbe valutare la ipotesi di Incostituzionalità del provvedimento per violazione dell’art.32 (tutela della salute) e dell’ art.53 (concorso sulle spese pubbliche).
  • L’ Assessorato alla Sanità dovrebbe emanare un Ordine di Servizio indirizzato a tutti i Direttori Generali: sia il cittadino, informato dal personale ULSS, a decidere se avvalersi della prescrizione SSN o pagare direttamente gli esami.

Per intanto i cittadini sono incentivati a rivolgersi a strutture private che decidono di concedere l’opzione fra prescrizione su ricetta del SSN e effettuazione privata delle prestazioni sanitarie.

Ancora una volta gli italiani vengono spinti alla solita arte di arrangiarsi disillusi dal rispetto delle regole di un amministrazione pubblica incapace di prevedere le conseguenze delle sue decisioni e stupidamente vessatoria!!!!