Chioggia una città, due sindaci, un declino

gennaio 14, 2007

image1993.pngdopo il convegno della CGIL organizzato da Renzo Varagnolo della Camera del lavoro che evidenziava:

  • una crisi di progettualità economico-sociale!
  • una crisi di identità!

Oggi possiamo aggiungere un altro dato sconfortante che riguarda il certificato declino demografico (unico comune della provincia a parte Venezia) che passa da 53.060 abitanti de 1994 a 52664 del 1997 a 50.888 del 2006. Una perdita di 2172 abitanti pari al 4.1 % della popolazione. E’ questo il bilancio di due amministrazioni (Todaro fino al ’98 e Guarnieri tuttora in carica).

sen6.JPG

Il dato che emergente sulla città:

  • “è una mancata:

politica industriale di settore e dello sviluppo del territorio”.

Non ci sono stati investimenti in assenza di progetti di settore e, quello che più conta, di un progetto generale che fissi dei traguardi per i prossimi venti-trent’anni per la città.

“Oggi a Chioggia c’è una crisi di progettualità economico-sociale, una crisi di identità” e una conseguente marginalità politica che si ripercuote sulle dinamiche demografiche condannando la nostra citta ad una marginalità geografica, infrastrutturale, produttiva, culturale e sociale.
I candidati sindaco su queste tematiche devono dare risposte.
Che dire?

  • chiediamo a partiti, associazioni, liste civiche e quant’altro  indicazioni in che direzione vogliono andare, quale futuro per ridare identità e attrattiva al nostro territorio.
  • smettano di discutere solo di candidature, organigrammi, lottizzazione di assessorati e poltrone di sottogoverno.

Da parte nostra proponiamo alla città una riflessione urgete sulla classe dirigente.

  • chiediamo quindi ai candidati sindaci di indicare almeno 5 priorità e cinque prosposte strategiche per rivitalizzare la città.immagine-x125.jpg

Siamo disponibili a pubblicare su questo spazio dei brevi interventi sia in forma di documenti testo sia di podcasting.

per contattarci:

info@agoralab.org

 

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8 Responses to “Chioggia una città, due sindaci, un declino”

  1. Poison Says:

    Non è da tralasciare il fatto che il blocco dello sviluppo della città è da imputare alla non mai cessata “politica clientelistica” e dalla paura di cambiare quel sistema che porterebbe alla perdita sicura dell’elettorato (SICH!!).
    Questa città non conoscerà mai una vera politica di sviluppo artigianale-industriale , e sopratutto la sua predominante tendenza turistica , bloccata da degli albergatori privi di iniziativa che l’ hanno in questi ultimi 20 anni imbalsamata e fossilizzata , tanto da essere riusciti a far perdere consenso turistico al nostro litorale, portando il lido di Sottomarina ad una spiaggia meramente per anziani e pendolari, strutture ricettive che non si sono adeguate al nuovo tipo di turismo (sopratutto quello giovanile). Il fatto dà ragione che ormai, a Chioggia vengono preferite altre località balneari limitrofe spingendo i nostri giovani a trasferirsi altrove per trovare quel divertimento che in città gli viene negato.
    Ricordo , che la nostra Sottomarina è tagliata fuori da tutte le più importanti manifestazioni anche televisive , è fuori dal giro dei grandi tour di cantanti e/o gruppi musicali.
    Abbiamo un’arena usata solo per manifestazioni marginali e per cantanti ormai fuori tempo.
    Si rassegnino tutti allora a raccogliere quello che si è seminato, cioè, NULLA.
    Grandi paroloni da oggi in poi compariranno sui manifesti elettorali affissi quà e là ( già se ne scorgono alcuni quà e là ), paroloni che neanche gli allocchi ci cascano più (ma a Chioggia mai dire mai e confidare ancora sugli allocchi)
    Ve lo dico a chiare lettere , nessun governo politico cittadino sia di destra che di sinistra che di centro , riuscirà dare a questa città quella spinta in avanti .
    Sono molto impegnati alla politica del FAR PORTAFOGLIO.
    Tutto rimarrà come prima e dopo, come ora ,saremmo quì a discutere del “dovrebbe essere così” “ci vorrebbe colà” “non hanno fatto nulla per..”
    Alla classe politica manca il coraggio, per quelle scelte mirate allo sviluppo in tutti i settori del nostro territorio , quell’azzardo politico per poter portare il nostro territorio ad avere quelle strutture necessarie a dare un lavoro ai nostri giovani, una casa non “per pochi” ma per tutti (della speculazione edilizia parlo un’altra volta).
    Per ultimo voglio rispondere al caro bas/co alle 5 priorità che servono a Chioggia:
    1)immediato collegamento ferroviario con Padova
    2)determinare la zona artigianale ed industriale
    3)inveritre la rotta politica per il turismo a
    sottomarina
    4)coinvolgere le frazioni alla politica cittadina
    5)potenziare l’ospedale di chioggia.

    Poison

  2. Alex Luciani Says:

    Per tirare fuori Chioggia dalle barene in cui si è impantanata bisogna essere MASSIMALISTI sul fabisogno di infrastrutture.
    Al punto 1 proposto da POISON espliciterei:
    a) Integrazione di Chioggia nella rete metropolitana regionale,
    b) Superstrada Romea commerciale con svincolo diretto per Chioggia;
    c)Ferrovia Romea commerciale con tratta: Rimini-Ravenna-Chioggia-Venezia (o Padova);
    d) Aeroporto Turistico a Valli di Chioggia o a Cà Lino;
    e) Potenziameto del porto commerciale con scambio intermodale per il traffico fluviale;
    f) Sviluppo del porto passeggeri.
    Questi obiettivi sono l’AGENDA CHIOGGIA/INFRASTRUTTURE 2010 di qualsiasi candidato Sindaco che abbia a cuore l’interesse della città e non solo quelli di questo o quel gruppo di amici……

  3. Poison Says:

    Beh MASSIMALISTA è un termine un pò riduttivo dal momento che a Chioggia di infrastrutture qualunque esse siano NON se ne vede traccia.
    Diciamo piuttosto REALISTA.
    Perchè non si dice che nel 2007, Chioggia ancora non si è dotata di una piscina coperta, e quelle che ci sono sono offerte da privati (tralasciando la loro capacità ricettiva!!).
    Perchè non si dice che fine ha fatto la palestra comunale?Boh!!
    Bisogna anche ricordare che Cà Lino-Isola Verde sono ancora asservite da un obsoleto sistema di comunicazione, che và puntualmente in tilt nei mesi estivi.
    E i nostri Camping? Non si è ancora fatto nulla per migliorarne l’accesso(!!!).Strada buia e mal servita.
    Non parliamo della pista ciclabile!!
    Bella idea ma mal posta nel nostro contesto viario.
    Per non toccare gli interessi di quei pochi “concessionari demaniali” la si è fatta stringendo il lungomare ,peggiorando la viabilità estiva
    costringendo i mezzi di soccorso a dei veri virtuosismi di guida per raggiungere la chiamata(!!).
    E i mezzi pubblici?Lo lascio immaginare.
    Consiglio a chi legge questo post di fare un giretto dai nostri “concorrenti” da Jesolo in sù, dai lidi ferraresi in giù.
    Solo così ci si fà un’idea di come si deve urbanizzare una città.
    A misura d’uomo non a misura “dell’amico-dell’amico”.
    L’aeroporto “à dà venì”, per costruire una casa si parte dalle fondamenta, ed è proprio quelle che mancano a Chioggia.
    Non di meno la romea commerciale? Fra 30/40 anni(forse).
    Soldi buttati(nostri). Bastava allargare la romea attuale , opera più fattibile e meno invasiva.
    Caro Alex, ti dò appuntamento fra 5 anni ,credici, saremmo ancora quì noi due a darci ragione, ma le cose saranno nè più nè meno come stanno ora.
    Pessimista? No , REALISTA.


  4. Il blocco dello sviluppo della città è da imputare soprattutto alla mentalità, al non cambiamento del modo di vivere e di convivere.
    Che poi per 5 anni di lega nord e 10 anni di comunisti la città sia peggiorata nella mentalità e nella convivenza questo è vero: è aumentata l’ignoranza e l’illegalità politica.
    Condivido con chi parla di “politica clientelare” e “nepostismo”, “demagogia”, “pauperismo”, assolute verità.
    Ma non diamo la colpa agli albergatori, sul turismo, caparossolanti, per la pesca, o ai professionisti, per l’economia finanziaria, è un sistema, un sistema che come è stato costruito, può e deve essere cambiato parallelamente alla mentalità dei chioggiotti.
    La ricetta per il rilancio e lo sviluppo, consta nel superamento dell’isolamanto, anche viario come dite (ferrovia, porto fluviale e turistico, romea commerciale, area metropolitana regionale, aereoporto turistico a Valli, ecc..) , ma anche culturale, scentifico, istituzionale e anche politico!

  5. Poison Says:

    Tutte cose che condivido pienamente ( politica clientelare, nepotismo, ignoranza , etc).
    Queste opinioni credo un pò tutti le condividano.
    La parola spetta ora ai politici(!)
    Sono impaziente di sapere che cosa ci propineranno da quì al giorno della elezioni comunali.

  6. Gabriella Says:

    C’è poco da aspettarsi a parte tante promesse ora che a sinistra è sceso in campo, con “spirito di servizio” nientemeno che Lucio Tiozzo. Evidentemente senza di lui la sinistra non può vivere nè vincere. Se diventerà candidato unico del centro sinistra si sarà dimostrato un teorema:l’ unico seme gettato in tanti anni di governo è quello clientelare perciò si può vincere solo se a “battere cassa” c’è qualcuno che tiene la città per queste redini.Possibile che in questa città non cambi mai nulla? Possibile che questa città capisca solo questo tipo di giogo? Forse perchè nessuno ha mai osato parlare linguaggi veramente diversi che la gente libera da condizionamenti possa condividere.Credo che nessuno degli attuali politici locali abbia un minimo di amore per questa città.I gruppi dirigenti dei partiti non hanno un minimo di buonsenso.Non mi sento minimamente rappresentata dalla politica ma vorrei fare qualcosa per contribuire a cambiarla.Come far nascere qualcosa di nuovo?Quale speranza possiamo alimentare per le nuove generazioni?


  7. carissima Gabriella sono daccordo con Te!
    Lo spazio dedicato ai giovani è minimo, mirato e sofferto. La politica di questi ultimi vent’anni che io ho vissuto, attraverso le mie conoscenze ed esperienze personali, è “corrotta” dall’ignoranza. Se vuoi far veramente qualcosa, prova a fare politica. Non importa dove o con chi, l’importante che porti avanti ideali di libertà.


  8. […] metropolitana, l’originario centro cittadino, non attraversa piu’ il processo di rimpiazzo delle importazioni, inevitabilmente declina. Gradualmente la crescita economica della citta’ si affievolisce, […]


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