I minestroni elettorali: sapori male assortiti

aprile 9, 2007

La campagna elettorale, identificato i duellanti per il seggio di sindaco, sta entrando nella fase di scrittura materiale delle liste dei candidati agli scranni del consiglio comunale.

sen6.JPGAlcuni candidati sindaco, per liberarsi, a loro dire del ricatto partitocratico, a fianco delle liste dei partiti tradizionali, vuole una lista che porti il proprio nome e che dovrebbe rappresentare il proprio apporto personale al risultato e quindi dare la misura della propria indipendenza dalla coalizione che lo sostiene.
La cosa curiosa è che ci saranno tra le 15 e le 20 liste, con un numero di candidati compresi fra 20 e 30 per ogni lista e un totale di circa 500/600 candidati.

Sembrerebbe che la passione per politica sia esplosa nella nostra città.

In realtà, visto che gli eletti saranno solo 30, e ogni uno sa quale grosso modo il consenso di cui gode, si ha l’impressione che i candidati abbiano motivi vari ed eventuali per scendere in lizza.
Esserci e contarsi,
crearsi un credito di riconoscenza nel futuro sindaco,
contare il proprio consenso da far pesare nel partito o nell’associazione,
fare il favore a un amico….

Parlando poi con i fautori delle singole liste, facendo la somma delle aspettative a dir loro realistiche, la somma dei risultati attesi richiederebbe la partecipazione alla competizione di una percentuale di votanti che dovrebbe raggiungere il 200/300% degli aventi diritto.

Parlando poi con i candidati che dovrebbero appoggiare un certo candidato sindaco si scopre spesso, con sorpresa, uno strano gioco: ci si candida in appoggio a Caio, ma si da indicazione ai propri amici di votare oltre al proprio nome come consigliere, disgiuntamente, per il candidato sindaco Sempronio.

cimg0347.JPGPoi, da parte dei cosiddetti promotori delle liste, che pensano di riportare un numero di preferenze tali da arrivare primi nella propria lista, si chiede a molti amici e conoscenti di metterci la faccia. La quasi totalità di coloro che entrano nelle liste servono solo a portare quella manciata di voti (amici, parenti,…) tale che la somma dei voti alla lista permetta di superare il quorum per l’elezione di 1 massimo 2 consiglieri. La scelta dei pseudo-candidati consiglieri viene fatta in modo tale da non impensierire i primi posti e cioè dei 2 o 3 promotori, i quali spesso hanno già trattato un ruolo nella nuova compagine di governo della città o nei posti di sottogoverno.

Questo comunque non è il problema, ognuno è libero di impegnarsi come preferisce.

Il problema, invece, è quando in queste liste civiche (sic) si cerca di far convergere persone che hanno ideologie, sentire sociale e civile inconciliabili: Clericali e anticlericali, fascisti e antifascisti, comunisti e anticomunisti, liberisti e statalisti, centristi e ali estreme…. di tutto di più.

Come diceva una vecchia pubblicità: tutto fa brodo….. Peccato che il minestrone siadis-f-000026-0000.jpg diventato indigesto.

La tentazione è quella di non andare a votare.

Comunque, qualsiasi cosa si voglia votare, bisogna turarsi il naso e forse prendere un purgante… Sperando che a via di sdoganare gli eredi del ventennio la purga non ci venga data direttamente da qualche aspirante membro della futura amministrazione della città.

sch10125.jpge… Dio benedica Chioggia… e ci salvi da noi stessi.

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