La campagna elettorale, identificato i duellanti per il seggio di sindaco, sta entrando nella fase di scrittura materiale delle liste dei candidati agli scranni del consiglio comunale.

sen6.JPGAlcuni candidati sindaco, per liberarsi, a loro dire del ricatto partitocratico, a fianco delle liste dei partiti tradizionali, vuole una lista che porti il proprio nome e che dovrebbe rappresentare il proprio apporto personale al risultato e quindi dare la misura della propria indipendenza dalla coalizione che lo sostiene.
La cosa curiosa è che ci saranno tra le 15 e le 20 liste, con un numero di candidati compresi fra 20 e 30 per ogni lista e un totale di circa 500/600 candidati.

Sembrerebbe che la passione per politica sia esplosa nella nostra città.

In realtà, visto che gli eletti saranno solo 30, e ogni uno sa quale grosso modo il consenso di cui gode, si ha l’impressione che i candidati abbiano motivi vari ed eventuali per scendere in lizza.
Esserci e contarsi,
crearsi un credito di riconoscenza nel futuro sindaco,
contare il proprio consenso da far pesare nel partito o nell’associazione,
fare il favore a un amico….

Parlando poi con i fautori delle singole liste, facendo la somma delle aspettative a dir loro realistiche, la somma dei risultati attesi richiederebbe la partecipazione alla competizione di una percentuale di votanti che dovrebbe raggiungere il 200/300% degli aventi diritto.

Parlando poi con i candidati che dovrebbero appoggiare un certo candidato sindaco si scopre spesso, con sorpresa, uno strano gioco: ci si candida in appoggio a Caio, ma si da indicazione ai propri amici di votare oltre al proprio nome come consigliere, disgiuntamente, per il candidato sindaco Sempronio.

cimg0347.JPGPoi, da parte dei cosiddetti promotori delle liste, che pensano di riportare un numero di preferenze tali da arrivare primi nella propria lista, si chiede a molti amici e conoscenti di metterci la faccia. La quasi totalità di coloro che entrano nelle liste servono solo a portare quella manciata di voti (amici, parenti,…) tale che la somma dei voti alla lista permetta di superare il quorum per l’elezione di 1 massimo 2 consiglieri. La scelta dei pseudo-candidati consiglieri viene fatta in modo tale da non impensierire i primi posti e cioè dei 2 o 3 promotori, i quali spesso hanno già trattato un ruolo nella nuova compagine di governo della città o nei posti di sottogoverno.

Questo comunque non è il problema, ognuno è libero di impegnarsi come preferisce.

Il problema, invece, è quando in queste liste civiche (sic) si cerca di far convergere persone che hanno ideologie, sentire sociale e civile inconciliabili: Clericali e anticlericali, fascisti e antifascisti, comunisti e anticomunisti, liberisti e statalisti, centristi e ali estreme…. di tutto di più.

Come diceva una vecchia pubblicità: tutto fa brodo….. Peccato che il minestrone siadis-f-000026-0000.jpg diventato indigesto.

La tentazione è quella di non andare a votare.

Comunque, qualsiasi cosa si voglia votare, bisogna turarsi il naso e forse prendere un purgante… Sperando che a via di sdoganare gli eredi del ventennio la purga non ci venga data direttamente da qualche aspirante membro della futura amministrazione della città.

sch10125.jpge… Dio benedica Chioggia… e ci salvi da noi stessi.

senza-titolo3.jpgNessuna novità.
Che brutto spettacolo.

Nel l’Unione dopo aver chiesto ai cittadini se gradivano questo o quel candidato, in grande rispetto (sic) per la democrazia, hanno ringraziato i 2600 volenterosi paganti, e con un classico “contrordine compagni” cambiano candidato.
Dopo gli italiani badogliani, ci becchiamo le “primarie alla chiogiotta”.

La campagna elettore si sta definendo.
I candidati sono sul piede di partenza… qualcuno è già in marcia e con il faccione sul retro degli autobus.

Due dei candidati sono ex sindaci, qualche lista di appoggio agli attuali candidati sono liste promosse da ex sindaci.
Una ha il nome “gli amici dell’ex sindaco”, in odore di conflitto di interessi in quanto il predetto ex sindaco presiede il comitato che dovrebbe controllare la par condicio fra i candidati.

sen6.JPGL’attuale sindaco scende a fianco dell’ex sindaco, attuale consigliere regionale, che per “spirito di servizio” non contento di aver partecipato a quella lunga lista di amministratori che hanno accompagnato la decadenza di questa città si ricandida a guidarla a costo di ridursi a 1/3 gli emolumenti.

Poi ogni candidato, per la maledizione del bipolarismo, imbarca chiunque può portare la sua piccola manciata di voti.

Sono rientrati in gioco fascisti dichiarati, (la fiamma tricolore e forza nuova) sdoganati e ripuliti, comunisti dichiarati, gruppi di interessi… Di tutto di più.

I programmi dei candidati sono fumosi o in via di definizione.

L’obiettivo dei programmi: non scontentare nessuno dei sostenitori.
La realtà dietro i programmi: l’occupazione dei posti di sottogoverno (assessorati, consigli di amministrazione….) e l’accesso a incarichi collegati all’amministrazione.

Questa campagna elettorale fa emergere tutte le debolezze della nostra città:

  • voto di scambio
  • mancanza di una classe dirigente degna di tal nome.
  • fuga dei cervelli
  • allontanamento dalla politica delle persone prive di interessi personali e motivati da idee sul bene comune…

cimg0086a.JPGC’è da temere che chiunque vinca il destino di questa città sia quello di proseguire verso un inesorabile declino fatto di marginalità oltre che geografica, culturale, sociale e produttiva.

Verrebbe da dire: Dio benedica Chioggia… e ci salvi da noi stessi.

patro1.gifLa introduzione della tassa fissa di 10 euro per ogni richiesta di esami è una iniziativa che muta radicalmente la politica governativa in ambito sanitario: non si tratta più di una compartecipazione alla spesa (dolorosa ma probabilmente inevitabile), ma di una vera e propria tassa sulla malattia o sulla prevenzione, visto che è applicata indiscriminatamente a chiunque effettui accertamenti diagnostici e non goda di esenzione.I burocrati della ULSS hanno amorevolmente spiegato ai cittadini che sta alla sensibilità del medico stilare la richiesta rossa, e fare pagare gli euro, oppure, se del caso, stilare la ricetta bianca e non farli pagare.

  • Occorrerebbe valutare la ipotesi di Incostituzionalità del provvedimento per violazione dell’art.32 (tutela della salute) e dell’ art.53 (concorso sulle spese pubbliche).
  • L’ Assessorato alla Sanità dovrebbe emanare un Ordine di Servizio indirizzato a tutti i Direttori Generali: sia il cittadino, informato dal personale ULSS, a decidere se avvalersi della prescrizione SSN o pagare direttamente gli esami.

Per intanto i cittadini sono incentivati a rivolgersi a strutture private che decidono di concedere l’opzione fra prescrizione su ricetta del SSN e effettuazione privata delle prestazioni sanitarie.

Ancora una volta gli italiani vengono spinti alla solita arte di arrangiarsi disillusi dal rispetto delle regole di un amministrazione pubblica incapace di prevedere le conseguenze delle sue decisioni e stupidamente vessatoria!!!!

030403.gifPer le feste mangiate e bevete finche’ tutto non sara’ sottoposto a ticket, per mano di ignoranti e cialtroni di destra e di sinistra.

L’insistere sui costi delle malattie legate al “vizio” si basa sull’assunto che il segaligno non deve pagare di tasca al ciccione le terapie. (http://www.ilfoglio.it/)

Uno spettro si aggira per il mondo: la guerra preventiva alle malattie, in special modo quelle che hanno le loro radici nel vizio (di mangiare, fumare, di essere sedentari, di non curarsi abbastanza, di non sottoporsi al sacramento dello screening) . E mentre la Turco si preoccupa di chi ingrassa, il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Giovanna Melandri, vigila perché non si dimagrisca troppo, si prepara un adeguato sistema sanzionatorio.

Ma in attesa del sistema di sanzioni per i malati da vizio, o da scarsa virtù, si procede con la finanziaria:

 

030603.gif…far data 1/01/2007 per ogni impegnativa del SSN relativa a prestazioni specialistiche ambulatoriali, indipendentemente dalla data di prenotazione, gli assistiti non esentati dalla quota di partecipazione saranno sottoposti al pagamento di una quota fissa sulla ricetta pari a € 10,00, oltre al normale ticket e per branca specialistica (es: visita specialistica € 28,95 di cui € 18,95 per la visita ed € 10,00 di quota fissa; visita cardiologia più ECG € 40,80 di cui € 30,80 di ticket e € 10,00 di quota fissa ; due impegnative per 14 esami di laboratorio andrà aggiunto all’importo del ticket € 10,00 più € 10,00 di quota fissa per singola impegnativa; eco addome completo € 46,15 di cui € 36,15 di ticket massimo ed € 10,00 di quota fissa; EGDS € 46,15 di cui € 36,15 di ticket massimo ed € 10,00 di quota fissa; per l’eventuale esame istologico andrà aggiunto al relativo ticket l’importo di € 10,00 quale quota fissa per l’impegnativa che accompagnerà il prelievo da inviare in anatomia patologica).

091102.gif Che dire? Per i cosidetti ceti medi ( o ricchi da far piangere, o evasori anche se dipendenti… nella accezione verbale del nostro governo) si è preparato un menù di fine anno di tutto rispetto:

  • nessun aumento di tasse (solo rimodulazione delle aliquote…);
  • nessun aumento dei ticket’s (solo 10.00 € x ricetta di prestazione specialistica..);
  • liberalizzate le addizionali irpef da parte degli enti locali (non vedono l’ora di ridurle…);

e allora buon anno per tutti noi italiani..

020103.gif buon 2007

guernica_.jpgGli effetti sottovalutati di una spesa pubblica indomabile.

I tempi lunghi e gli alti costi delle reti infrastrutturali.

L’involuzione retorica di scuola e università

Un welfare di tipo clientelare.

La criminalità emergente fra metropoli e piccole province.

– E le leadership appaiono in una crisi di senso: campidoglio.jpg

E’ mancata una seria:

    • politica dell’istruzione
    • politica infrastrutturale e di supporto alleattività produttive,
    • promozione dei servizi all’impresa e alla persona efficienti e ad alto valore aggiunto,

E’ mancata un’autentica governance della politica di welfare con l’emergere del principio di pseudo-sussidiarità

In queste condizioni

  • la globalizzazione mette in diretta concorrenza l’operaio Italiano e quello Cinese,
  • il ceto medio viaggia verso un impoverimento e un appiattimento di prospettive economico-sociali,
  • solo chi ha posizioni  produttive di nicchia, veramente competitive, riesce ad essere concorrenziale e sfugge all’impoverimento e alla marginalità
  • una porzione di società ricava posizioni di rendita riuscendo ad organizzarsi su base di appartenenza… > vedi pagina

Quanti i privilegi per i 630 deputati e 315 senatori italiani: 945 PARLAMENTARI ! (vedi pagina completa)
Negli Stati Uniti d’america sono rispettivamente 100 e 410.dscn1853.JPG
In Spagna gli onorevoli sono 350

I nostri EURODEPUTATI sono i più pagati d’Europa
Italia 144.084 €

Lo stipendio medio dei dipendenti parlamentari:

112.071 euro per la Camera,

115.419 per il Senato.

Gli eurodeputati italiani vengono chiamati all’estero FATCAT(gatti ripieni).

L’indennità parlamentare non esaurisce la retribuzione: sono circa € 252.000 per i deputati e € 255.000 per i senatori, all’anno che comprende: diaria, rimborso spese di soggiorno trasporto, telefoniche, altre esenzioni, altre gratuità/privilegi e benefit mai smentiti.

campidoglio.jpg

Il vitalizio è un assegno mensile e non una pensione. Tra Camera e Senato, per gli assegni vitalizi si spendono 180 milioni di euro, vale a dire quasi 360 miliardi di lire ogni anno.
I dati sono pubblici ma la Camera non li fornisce; tra i 2000 pensionati tanti sono i cinquantenni che hanno diritto o avranno diritto a 14 milioni lordi al mese, addirittura c’e’ un quarantenne.
Il vitalizio non e’ una pensione e quindi può cumulare con altre pensioni o stipendi.

da agora-Fimmg Padova

«Investire a Chioggia? Meglio di no»

Chioggia c’è:

sen6.JPGUn convegno sulle opportunità di vita e di lavoro che offre la città organizzato da Renzo Varagnolo della Camera del lavoro

Il dato che emerge sulla città:

Venire a Chioggia per “vivere, lavorare ed investire?” La risposta è no.

  • “Manca una politica industriale di settore e dello sviluppo del territorio”.
  • Chi può pensare di investire in assenza di progetti di settore e, quello che più conta, di un progetto generale che fissi dei traguardi per i prossimi venti-trent’anni per la città?
  • “Oggi Chioggia non segna una crisi nel senso tradizionale del termine; a Chioggia c’è una crisi di progettualità economico-sociale, una crisi di identità”.

Che dire?

  • Una riflessione urge per tutta la classe dirigente.
  • I candidati sindaco su queste tematiche devono dare risposte.
  • I partiti, invece di discutere di candidature, organigrammi, lottizzazione di assessorati e poltrone di sottogoverno, indichino in che direzione vogliono andare a parare.