patro1.gifLa introduzione della tassa fissa di 10 euro per ogni richiesta di esami è una iniziativa che muta radicalmente la politica governativa in ambito sanitario: non si tratta più di una compartecipazione alla spesa (dolorosa ma probabilmente inevitabile), ma di una vera e propria tassa sulla malattia o sulla prevenzione, visto che è applicata indiscriminatamente a chiunque effettui accertamenti diagnostici e non goda di esenzione.I burocrati della ULSS hanno amorevolmente spiegato ai cittadini che sta alla sensibilità del medico stilare la richiesta rossa, e fare pagare gli euro, oppure, se del caso, stilare la ricetta bianca e non farli pagare.

  • Occorrerebbe valutare la ipotesi di Incostituzionalità del provvedimento per violazione dell’art.32 (tutela della salute) e dell’ art.53 (concorso sulle spese pubbliche).
  • L’ Assessorato alla Sanità dovrebbe emanare un Ordine di Servizio indirizzato a tutti i Direttori Generali: sia il cittadino, informato dal personale ULSS, a decidere se avvalersi della prescrizione SSN o pagare direttamente gli esami.

Per intanto i cittadini sono incentivati a rivolgersi a strutture private che decidono di concedere l’opzione fra prescrizione su ricetta del SSN e effettuazione privata delle prestazioni sanitarie.

Ancora una volta gli italiani vengono spinti alla solita arte di arrangiarsi disillusi dal rispetto delle regole di un amministrazione pubblica incapace di prevedere le conseguenze delle sue decisioni e stupidamente vessatoria!!!!

030403.gifPer le feste mangiate e bevete finche’ tutto non sara’ sottoposto a ticket, per mano di ignoranti e cialtroni di destra e di sinistra.

L’insistere sui costi delle malattie legate al “vizio” si basa sull’assunto che il segaligno non deve pagare di tasca al ciccione le terapie. (http://www.ilfoglio.it/)

Uno spettro si aggira per il mondo: la guerra preventiva alle malattie, in special modo quelle che hanno le loro radici nel vizio (di mangiare, fumare, di essere sedentari, di non curarsi abbastanza, di non sottoporsi al sacramento dello screening) . E mentre la Turco si preoccupa di chi ingrassa, il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Giovanna Melandri, vigila perché non si dimagrisca troppo, si prepara un adeguato sistema sanzionatorio.

Ma in attesa del sistema di sanzioni per i malati da vizio, o da scarsa virtù, si procede con la finanziaria:

 

030603.gif…far data 1/01/2007 per ogni impegnativa del SSN relativa a prestazioni specialistiche ambulatoriali, indipendentemente dalla data di prenotazione, gli assistiti non esentati dalla quota di partecipazione saranno sottoposti al pagamento di una quota fissa sulla ricetta pari a € 10,00, oltre al normale ticket e per branca specialistica (es: visita specialistica € 28,95 di cui € 18,95 per la visita ed € 10,00 di quota fissa; visita cardiologia più ECG € 40,80 di cui € 30,80 di ticket e € 10,00 di quota fissa ; due impegnative per 14 esami di laboratorio andrà aggiunto all’importo del ticket € 10,00 più € 10,00 di quota fissa per singola impegnativa; eco addome completo € 46,15 di cui € 36,15 di ticket massimo ed € 10,00 di quota fissa; EGDS € 46,15 di cui € 36,15 di ticket massimo ed € 10,00 di quota fissa; per l’eventuale esame istologico andrà aggiunto al relativo ticket l’importo di € 10,00 quale quota fissa per l’impegnativa che accompagnerà il prelievo da inviare in anatomia patologica).

091102.gif Che dire? Per i cosidetti ceti medi ( o ricchi da far piangere, o evasori anche se dipendenti… nella accezione verbale del nostro governo) si è preparato un menù di fine anno di tutto rispetto:

  • nessun aumento di tasse (solo rimodulazione delle aliquote…);
  • nessun aumento dei ticket’s (solo 10.00 € x ricetta di prestazione specialistica..);
  • liberalizzate le addizionali irpef da parte degli enti locali (non vedono l’ora di ridurle…);

e allora buon anno per tutti noi italiani..

020103.gif buon 2007

La geometria, la geografia e la Sanità!2_020703.gif

  • Per il dr. Orsini Codevigo è il centro geometrico dell’ULSS 14 (ha certamente ragione).
  • Per l’ex direttore Brusegan i Chioggiotti potevano scegliere fra i servizi di Piove e quelli della Croazia (come si suol dire: o la minestra o la finestra.).
  • gifstatua.gifPer Fortunato Guarnirei (come battuta umoristica) si potrebbe considerare la possibilità di una ASL trans-Adriatica (se non altro sarebbe possibile giustificare la trasferta in Istria dei nostri sedicenti artisti per mostre finanziate dall’assessorato alla promozione del territorio del nostro comune).
  • Per i cittadini di Chioggia e gli ospiti della stagione turistica sarebbe forse opportuno un presidio ospedaliero con una dotazione di servizi adeguata alle esigenze, integrato per le alte specializzazioni (Cardiochirurgia, neurochirurgia, etc) con l’area vasta centrata su Padova centro di eccellenza collegata da servizi pubblici e viabilità migliore che nell’ altra direttrice (Venezia-Mestre).cimg0085.JPG

La domanda d’obbligo è:

  • a parte gli invitati assenti, che poco avrebbero aggiunto alla serata,
  • i soliti consiglieri regionali locali, sempre presenti, che poco potevano aggiungere,
  • perché non erano invitati i decisori politici: Galan e Tosi, che molto avrebbero potuto dire
  • ed eventualmente per pari opportunità il dr Rao dell’ASL 16?

Dal gazzettino: Sabato, 2 Dicembre 2006

CHIOGGIA All’incontro voluto dal sindaco per fare il punto della situazione, non partecipano i dirigenti delle Asl 12 e 13

Sanità, un vertice dimezzato

 

 

Da “il Gazzettino”

Domenica, 12 Novembre 2006


Un incontro mercoledì all’auditorium

Sanità a Chioggia Si discute del suo futuro

Non si escludono nuove aggregazioni

“Quale futuro per la sanità di Chioggia?” Un interrogativo che le iniziative per ora non ufficiali per una nuova parametrazione …

sen6.JPGAlcune domande:

Perché non è stato invitato il dott F. Rao Direttore Generale dell’ULSS 16 di Padova?

Siamo sicuri che le uniche scelte possibili siano Venezia o Mirano?

Pensare in maniera un po’ originale ad aggregazioni che partono dalle linee di flusso dei nostri malati o da sinergie (Chioggia area turistica dei padovani) è troppo per i nostri politici locali?

Dal gazzettino Martedì, 17 Ottobre 2006

immagine-024.jpgChioggia

Il tema del riassetto territoriale delle Ulss si ripresenta a scadenze ormai periodiche. Lo scopo di un intervento fin qui solo annunciato dalla Regione è di arrivare ad una differente ripartizione territoriale che innovi razionalizzando rispetto a quanto deciso nel 1995 e che consenta, soprattutto, economie di gestione. In proposito ci sono già anche prese di posizione.

Il Comune di Mirano, per esempio, ha preso in considerazione la possibile aggregazione con Chioggia, che dovrebbe restare “libera” una volta sacrificata l’Asl 14 che la vede attualmente insieme con Piove di Sacco ed altri Comuni della Saccisica, che verrebbero aggregati a Padova e con Cavarzere.

cimg0342-1.JPG“Mirano ci manda a dire a mezzo stampa che non ci vuole – osserva il sindaco Fortunato Guarnieri.- Noi – aggiunge – non siamo ancora in grado di definire preferenze. Per la nostra realtà sussistono ancora problemi, puntualmente ammessi dai massimi dirigenti regionali, dal governatore Galan ed anche dagli ultimi tre assessori alla Sanità, Braghetto, Gava e da Flavio Tosi, attualmente delegato a questo settore. Da loro è arrivata la certificazione che il nostro ospedale è “il peggiore del Veneto” come ha riconosciuto l’anno scorso l’assessore Tosi, perché soffriamo di un gap che non è stato finora colmato. Francamente, se le cose stanno così nonostante il Comune abbia messo sul piatto 8 milioni di euro per l’ospedale ed il territorio (nuova tac, risonanza magnetica, sede del distretto socio-sanitario ed adeguamenti alberghieri dell’ospedale), scelte che puntino al risparmio non possono che preoccuparci”.

Non si può non concordare con il sindaco di Chioggia chiedendo:

– una moratoria di alcuni anni, “almeno cinque” per un quadro completo della situazione e quindi scelte che riposino su “parametri oggettivi e non su interessi che solo eufemisticamente si possono definire politici”.

– Un adeguamento in relazione ai dati epidemiologici, che vengono citati solo nei convegni, ma di cui non si tiene incomprensibilmente alcun conto quando si tratta di decidere su:

organici

– dotazione strumentale,

– qualità dei servizi,

– mobilità (particolare da non trascurare al momento di decidere delle aggregazioni di servizi).

Nell’ottica, comunque di fusioni rese necessarie da razionalizzazione e razionamento dei servizi, nel caso di accorpamento con Venezia il più vicino presidio sarebbe Mestre, una decina di km più nel caso l’accorpamento fosse con Mirano. Occorre ricordare che le strutture presenti in questi presidi non sono complementari, ma spesso sono concorrenti a quelle di Chioggia.

Una volta tanto si vorrebbe che la scelta fosse dettata dagli interessi generali della Città, senza subalternità psicologiche nei confronti dei Veneziani,in una logica di grande ASL che risponda alle necessità dei bacini di utenza nella quale Chioggia graviterebbe con maggiori vantaggi nell’area Padovana per motivi di viabilità (dislocazione dei presidio del S’Antonio e del Policlinico), di complementarità con le strutture ad alta specializzazione che vi risiedono.

ea-gaiaposidongiga.jpgOggi il rischio è oscillare fra subalternità politico culturale a Venezia e velleità di autonomia (non consentita dai numeri) con il rischio concreto di portare l’assistenza sanitaria chioggiotta in un vicolo cieco e ad un destino di progressiva marginalità.

Sarebbe opportuno un serio dibattito fra le forze politiche sul destino sanitario di Chioggia e, non sarebbe male pensare ad un comitato che spinga per un vantaggioso accorpamento con Padova.

eternit.JPGCinquemila persone l’anno perdono la vita per colpa di questa fibra nociva.

A Chioggia la conduttura che porta l’acqua potabile alle frazioni di Ca’ Bianca, Valli e Piovini è in amianto cemento.

Qual’è il pericolo per le popolazioni?

Cosa fa l’amministrazione comunale per eliminare questo rischio?

A quando la sostituzione di questa vetusta condotta idrica?

Per un’adeguata protezione della salute dei cittadini è necessario:

controllare lo stato di conservazione di tutti i materiali contenenti amianto (pannelli, serbatoi domestici per l’acqua, condotte idriche in cemento amianto, ecc),

evitare interventi che si possono danneggiare liberando fibre nell’ambiente,

bonificare sistematicamente, con adeguata protezione degli operatori addetti, il cemento amianto con materiali sicuri.