Il Gazzettino Domenica, 5 Novembre 2006

Venezia, “processo” alla Legge speciale

Un intervento dell’economista Francesco Giavazzi apre il dibattito sulla gestione dei finanziamenti statali

per chi vuole leggere

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COMMENTO

………Fallimento che è nei fatti. Perché dal 1973 a oggi, malgrado i circa 9 milioni di euro stanziati dallo Stato per Venezia…

  • Se quanto riportato sopra vale per Venezia, che dire dell’uso dei fondi della legge speciale a CHIOGGIA?
  • Chioggia perde 3-400 abitanti l’anno, e parliamo dell’intero comune, non di solo di centro storico.

Se manca la classe dirigente a Venezia per noi di Chioggia si può dire che mancano anche i pre-requisiti di embrione di classe dirigente.

  • La campagna elettorale che si trascina da mesi, si accende solo con battaglie per ambizioni di singoli o di gruppi di interesse, ma di programmi, di analisi sulla gestione precedente e sui programmi futuri non si vede traccia.

Speriamo che nel prosieguo della campagna elettorale

  • emergano ambizioni e progettualità nell’interesse collettivo;
  • cresca un dibattito sui contenuti e sul futuro di questa città.

Allo stato attuale, purtroppo, nonostante primarie, consultazioni e affini non si vede il fondo del tunnel.

Opinionisti e professori

ottobre 31, 2006

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Bocciata anche dall’ultimo Rapporto dell’Ocse (l’Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico), la nostra scuola costa troppo e rende poco, restando così in coda alla graduatoria europea.

– finanziamenti “alla scuola italiana” …corrisponde al 3,5% del nostro Prodotto interno lordo, contro il 3,8 della media europea.

(Giovanni Valentini)

– ridurre la spesa pubblica e assumere insegnanti bravi anziché «collocare» precari.

– l’assunzione di un esercito di precari, che rende inutile ciò che è stato fatto in questi anni dalle Università, con le scuole di specializzazione, al fine di formare insegnanti di qualità.

(Panebianco)

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Tutti professori e, opinionisti che..
per dirla con O.Wilde spiegano a noi quello che non hanno capito.

Alcune considerazioni

dati di preparazione aggregati dei quindicenni italiani danno, è vero, un basso livello di preparazione nei confronti del resto dei paesi OCSE, ma se disaggregati per il Veneto danno il 4° posto a poca distanza dai ragazzi Svedesi.

– Una peculiarità della scuola italiana, a differenza di molte scuole straniere, è l’inserimento di soggetti diversamente, spesso molto diversamente, abili nelle classi ordinarie. (necessita di insegnanti di sostegno…)

– Se è vero che oggi la maggiore fonte di competitività fra paesi è la formazione scolastica, mantenere uno stato di precariato e di instabilità della classe insegnante è un grave danno alla preparazione dei nostri ragazzi.

– Le ore di lezioni previste da noi, sono superiori a quelle dei restanti paesi OCSE.

L’equazione precario uguale impreparato o incompetente è offensiva e rivela ignoranza. Il precariato è costituito da migliaia di insegnanti che spesso risultati idonei a uno o più concorsi non hanno trovato un adeguato inserimento per scelte di politica scolastica.

– Quanto alla qualità della preparazione fornita dall’Università, una riflessione sarebbe auspicabile, mediante una valutazione obiettiva ed indipendente. L’autoreferenzialità è una delle caratteristiche proprie delle nostre Università.

– Quanto al giudizio di certi opinionisti, se la qualità e la competenza espressa in alcuni editoriali, si estende a tutte le opinioni espresse anche negli altri campi, c’è di che restare, a dir poco, perplessi!!!

Per chi ha voglia di leggere: