Da “il Gazzettino”

Domenica, 12 Novembre 2006

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Un incontro mercoledì all’auditorium

Sanità a Chioggia Si discute del suo futuro

Non si escludono nuove aggregazioni

“Quale futuro per la sanità di Chioggia?” Un interrogativo che le iniziative per ora non ufficiali per una nuova parametrazione …..

il sindaco Fortunato Guarnieri ha procurato un incontro fissato per mercoledì 15 novembre, auditorium di San Nicolò, con inizio alle ore 17,30.

A delineare i possibili nuovi scenari di una differente aggregazione di Chioggia nella mappa della sanità regionale il sindaco ha chiamato i direttori generali dell’Asl 14, Arturo Orsini, dell’Asl 13 di Dolo-Mirano, dottor Pietro Lavezzo e dell’Asl 12 di Venezia-Mestre, dottor Antonio Padoan. Tra le ipotesi che corrono, sia pure a livello ufficioso, e che riguardano una ricollocazione di Chioggia nell’ambito della rete sanitaria regionale preferibilmente all’interno della provincia di competenza, i riferimenti più insistenti riguardano appunto l’aggregazione con l’Asl di Dolo-Mirano o con quella di Venezia-Mestre.

Il sindaco Guarnieri, che si dice sicuro che solo l’attivazione del nuovo ospedale di Zelarino determinerà i parametri per una scelta ragionata e quindi utile, insiste sull’aspetto tecnico della questione. “Di assoluto rilievo, preliminare ad ogni altra considerazione – spiega il sindaco – è la situazione del nostro ospedale in termine di servizi, di organico e di apparecchiature”. In altri termini, Chioggia non può essere aggregata come una sorta di orfanella a chi capita ricca solo della dotazione del bacino d’utenza che supera le cinquantamila anime.

sen6.JPGAlcune domande:

Perché non è stato invitato il dott F.Rao direttore Generale dell’ULSS 16 di Padova?

Siamo sicuri che le uniche scelte possibili siano Venezia o Mirano?

Pensare in maniera un po’ originale ad aggregazioni che partono dalle linee di flusso dei nostri malati o da sinergie (Chioggia area turistica dei padovani) è troppo per i nostri politici locali?

Dal gazzettino Martedì, 17 Ottobre 2006

immagine-024.jpgChioggia

Il tema del riassetto territoriale delle Ulss si ripresenta a scadenze ormai periodiche. Lo scopo di un intervento fin qui solo annunciato dalla Regione è di arrivare ad una differente ripartizione territoriale che innovi razionalizzando rispetto a quanto deciso nel 1995 e che consenta, soprattutto, economie di gestione. In proposito ci sono già anche prese di posizione.

Il Comune di Mirano, per esempio, ha preso in considerazione la possibile aggregazione con Chioggia, che dovrebbe restare “libera” una volta sacrificata l’Asl 14 che la vede attualmente insieme con Piove di Sacco ed altri Comuni della Saccisica, che verrebbero aggregati a Padova e con Cavarzere.

cimg0342-1.JPG“Mirano ci manda a dire a mezzo stampa che non ci vuole – osserva il sindaco Fortunato Guarnieri.- Noi – aggiunge – non siamo ancora in grado di definire preferenze. Per la nostra realtà sussistono ancora problemi, puntualmente ammessi dai massimi dirigenti regionali, dal governatore Galan ed anche dagli ultimi tre assessori alla Sanità, Braghetto, Gava e da Flavio Tosi, attualmente delegato a questo settore. Da loro è arrivata la certificazione che il nostro ospedale è “il peggiore del Veneto” come ha riconosciuto l’anno scorso l’assessore Tosi, perché soffriamo di un gap che non è stato finora colmato. Francamente, se le cose stanno così nonostante il Comune abbia messo sul piatto 8 milioni di euro per l’ospedale ed il territorio (nuova tac, risonanza magnetica, sede del distretto socio-sanitario ed adeguamenti alberghieri dell’ospedale), scelte che puntino al risparmio non possono che preoccuparci”.

Non si può non concordare con il sindaco di Chioggia chiedendo:

– una moratoria di alcuni anni, “almeno cinque” per un quadro completo della situazione e quindi scelte che riposino su “parametri oggettivi e non su interessi che solo eufemisticamente si possono definire politici”.

– Un adeguamento in relazione ai dati epidemiologici, che vengono citati solo nei convegni, ma di cui non si tiene incomprensibilmente alcun conto quando si tratta di decidere su:

organici

– dotazione strumentale,

– qualità dei servizi,

– mobilità (particolare da non trascurare al momento di decidere delle aggregazioni di servizi).

Nell’ottica, comunque di fusioni rese necessarie da razionalizzazione e razionamento dei servizi, nel caso di accorpamento con Venezia il più vicino presidio sarebbe Mestre, una decina di km più nel caso l’accorpamento fosse con Mirano. Occorre ricordare che le strutture presenti in questi presidi non sono complementari, ma spesso sono concorrenti a quelle di Chioggia.

Una volta tanto si vorrebbe che la scelta fosse dettata dagli interessi generali della Città, senza subalternità psicologiche nei confronti dei Veneziani,in una logica di grande ASL che risponda alle necessità dei bacini di utenza nella quale Chioggia graviterebbe con maggiori vantaggi nell’area Padovana per motivi di viabilità (dislocazione dei presidio del S’Antonio e del Policlinico), di complementarità con le strutture ad alta specializzazione che vi risiedono.

ea-gaiaposidongiga.jpgOggi il rischio è oscillare fra subalternità politico culturale a Venezia e velleità di autonomia (non consentita dai numeri) con il rischio concreto di portare l’assistenza sanitaria chioggiotta in un vicolo cieco e ad un destino di progressiva marginalità.

Sarebbe opportuno un serio dibattito fra le forze politiche sul destino sanitario di Chioggia e, non sarebbe male pensare ad un comitato che spinga per un vantaggioso accorpamento con Padova.

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